Il contenzioso in ambito lavorativo richiede reattività e competenza tecnica. Assistiamo le aziende nelle controversie individuali e collettive, nella fase stragiudiziale e nei rapporti con le organizzazioni sindacali, con l'obiettivo di trovare soluzioni efficaci e sostenibili.
Affianchiamo il datore di lavoro in tutte le situazioni conflittuali, dalla gestione di un'impugnazione di licenziamento alle trattative sindacali, sempre con un approccio orientato alla risoluzione.
Si rivolge a datori di lavoro che ricevono un'impugnazione di licenziamento, che gestiscono trattative con RSA o RSU, o che si trovano in situazioni di conflittualità con dipendenti o organizzazioni sindacali. È utile anche a chi vuole agire preventivamente per ridurre il rischio contenzioso prima di prendere decisioni che incidono sul rapporto di lavoro.
Consulente del Lavoro — Ordine CdL Monza e Brianza n. 116
Il lavoratore ha 60 giorni dalla comunicazione scritta del licenziamento per impugnarlo stragiudizialmente (anche con raccomandata a/r o PEC). Entro i successivi 180 giorni deve depositare ricorso in tribunale o attivare una procedura conciliativa. Il mancato rispetto di questi termini decadenziali estingue il diritto all'impugnazione.
Dipende dalla materia. Per alcune operazioni — trasferimento di azienda, licenziamenti collettivi, esternalizzazioni — la legge prevede obblighi di informazione e consultazione preventiva con le rappresentanze sindacali. Per le trattative ordinarie la risposta non è obbligatoria, ma ignorare le richieste può irrigidire i rapporti e aumentare il rischio di conflittualità. Consigliamo sempre un approccio proattivo.
Molto: tentativo di conciliazione presso l'Ispettorato Nazionale del Lavoro, accordo sindacale in sede protetta, mediazione, attivazione di ammortizzatori sociali per evitare i licenziamenti. La fase stragiudiziale è quasi sempre più rapida, meno costosa e più controllabile dell'iter giudiziario. Assistiamo il datore di lavoro in tutte queste fasi.